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In questi giorni di restrizioni, dovute al decreto “Io Resto a Casa” che osservo e condivido, cosa ci aiuta a restare in contatto con il mondo e a sentirci un po' meno soli? La tecnologia, vero? Possiamo condividere con gli alrti i nostri ricordi più belli che abbiamo avuto nei tempi precedenti e anche le ricette che ci aiutano a resistere nel periodo dell'influenza. Ecco perche scelgo di raccontarvi del “Bagna Cauda Day” che come ricordo corrisponde a tutti e due gli obbiettivi.
Per chi ancora non la conoscesse, la Bagna Cauda è una salsa calda i cui unici ingredienti sono l’aglio, acciughe sotto sale e l’olio. Si mangia intingendoci verdure di stagione crude e cotte. Viene servita in appositi pentolini di coccio i “Fujot” che alla base ospitano una candeletta per mantenere la salsa sempre in temperatura. Un piatto tipico e antico piemontese che raccoglie intorno alla tavola persone da tutto il mondo. Incredibile come questa semplice preparazione sia arrivata e sia apprezzata ovunque.
La manifestazione, chiamata Bagna Cauda Day, dura tre giorni e si svolge verso la fine di novembre. Non solo ad Asti (il cuore della manifestazione) e in Piemonte, ma anche nel resto d’Italia e del globo. Per la settima volta in 150 locali che aderiscono all’iniziativa si sono ritrovati 12.000 appassionati, tra questri ci siamo anche noi perchè cone guida enogastronomica non potevamo mancare.
La manifestazione, chiamata Bagna Cauda Day, dura tre giorni e si svolge verso la fine di novembre. Non solo ad Asti (il cuore della manifestazione) e in Piemonte, ma anche nel resto d’Italia e del globo. Per la settima volta in 150 locali che aderiscono all’iniziativa si sono ritrovati 12.000 appassionati, tra questri ci siamo anche noi perchè cone guida enogastronomica non potevamo mancare.
Negli inverni scorsi la Bagna Cauda non ce la siamo mai fatta mancare, ma al “Bagna Cauda Day” è la nostra prima volta. Scegliamo di non andare in Russia (Ristorante Officina a Mosca), in Argentina, Cina o Giappone ma proprio nell'epicentro. Siamo ad Asti nelle “Antiche Cantine di Palazzo Gazelli”, dove lo Chef stellato Andrea Ribaldone si è cimentato in una Bagna Cauda a” Semaforo Rosso”.
Un consiglio: se intendete partecipare a questa manifestazione non aspettate l’ultimo minuto per prenotare. I posti – 16.000 per l’edizione 2019 – sono andati a ruba.





