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mercoledì 8 giugno 2022

Il caffè non solo in tazzina — e il Turin Coffee 2022 | Кофе не только в чашке, фестиваль кофе в Турине 2022

Leggere di più
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Siamo alla 5° edizione, un appuntamento per gli amanti del caffè, per chi vuole semplicemente trascorrere una giornata (11 e 12 giugno) in città passeggiando nel “salotto buono di Torino”, così come viene definita piazza San Carlo e per chi vuole approfondire il rito ed il culto del caffè.

Di questa bevanda ne abbiamo parlato a lungo, organizzando anche un “Grande Zoom Caffè” in occasione della giornata internazionale del caffè espresso, coinvolgendo persone da diverse città in Italia, Europa ed extra Europa.

Il salone del caffè sarà nuovamente l’occasione per riscoprire, o per alcuni scoprire, il legame tra Torino e questo straordinario prodotto. Ma soprattutto è la prima edizione dopo l’emergenza sanitaria e mi auguro che sia l’edizione della rinascita.

sabato 18 luglio 2020

I piatti de Sol Levante. Sushi e non solo | Блюда страны Восходящего Солнца. Суши и не только

Sushi dal forno a San-Pietroburgo
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Siamo in estate, il caldo ci porta alla ricerca di piatti freschi e leggeri. In alternativa alle pur gradevoli insalate di riso o pasta, capresi e prosciutto e melone, ritengo che il Sol Levante ci possa venire in aiuto. Oggi 18 luglio è il compleanno della mia sorellina. Anche se il più delle volte lei non mangia ne carne ne pesce, le dedico questo articolo perchè è fresca, leggera e carina come questa pietanza. 

Pur essendo il simbolo della cucina nipponica il “Sushi” ha come punto di partenza la Cina. Secondo gli storici l'origine di questa preparazione risale al IV secolo, quando nel sud est asiatico era usanza conservare il pesce, dopo averlo eviscerato e salato, mettendolo nel riso cotto. La fermentazione acida che si creava permetteva di conservarlo anche per mesi, si consumava poi solo il pesce eliminando il riso. Questa tecnica è arrivata poi in Giappone, dove è stata rielaborata più volte fino ad ottenere l’attuale Sushi.

Non ero un grande amante di sushi finchè non l'ho assagiato a San-Pietroburgo (Russia). Mi hanno stupito i Roll caldi coperti da un'esotica salsa al formaggio, ma anche quelli tradizionali erano buonissimi. Vista la quantità, erroneamente, mi sono preoccupato per il conto, ma sono rimasto sorpreso per la seconda volta perchè la cifra è risultata modesta. Ho pensato: va bene, aspetto un paio d'ore - se il mio stomaco non mi da sorpese (il sushi è l'ultimo cibo col quale avrei voluto avere problemi durante un viagio all'estero) sarò veramente felice. Ma non quella sera e neanche la successiva la mia pancia non ha "detto" niente tranne "ne voglio ancora". Da allora quardo alle "susherie" italiane con una diversa attenzione. Per darvi un po' di coraggio vi racconto di questa interessante preparazione.

martedì 14 luglio 2020

Carbonara: tre soli ingredienti per un classico della cucina italiana | Карбонара: только три ингредиента для итальянской классики


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Molti mi chiedono se durante la pandemia si è smesso di organizzare Sagre Gastronimiche, per fortuna non è così. C'è un altro motivo del perchè ho deciso di scrivere questo articolo. Tanti italiani alla domanda qual'è il loro piatto preferito, rispondono: "Ma va, mi bastano due fili di pasta e un pò di condimento". Tra questi anche mio cognato e amico Gianfranco che oggi festeggia il suo compleanno. Ecco il miglior motivo per raccontarvi di un piatto classico nazionale.

lunedì 16 marzo 2020

Bagna Cauda Day 2019. Oltre 15.000 Fujot accesi | Банья Кауда Дэй 2019 в Асти


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In questi giorni di restrizioni, dovute al decreto “Io Resto a Casa” che osservo e condivido, cosa ci aiuta a restare in contatto con il mondo e a sentirci un po' meno soli? La tecnologia, vero? Possiamo condividere con gli alrti i nostri ricordi più belli che abbiamo avuto nei tempi precedenti e anche le ricette che ci aiutano a resistere nel periodo dell'influenza. Ecco perche scelgo di raccontarvi del “Bagna Cauda Day” che come ricordo corrisponde a tutti e due gli obbiettivi.

Per chi ancora non la conoscesse, la Bagna Cauda è una salsa calda i cui unici  ingredienti sono l’aglio, acciughe sotto sale e l’olio. Si mangia intingendoci verdure di stagione crude e cotte. Viene servita in appositi pentolini di coccio i “Fujot” che alla base ospitano una candeletta per mantenere la salsa sempre in temperatura. Un piatto tipico e antico piemontese che raccoglie intorno alla tavola persone da tutto il mondo. Incredibile come questa semplice preparazione sia arrivata e sia apprezzata ovunque. 

La manifestazione, chiamata Bagna Cauda Day, dura tre giorni e si svolge verso la fine di novembre. Non solo ad Asti (il cuore della manifestazione) e in Piemonte, ma anche nel resto d’Italia e del globo. Per la settima volta in 150 locali che aderiscono all’iniziativa si sono ritrovati 12.000 appassionati, tra questri ci siamo anche noi perchè cone guida enogastronomica non potevamo mancare.

Negli inverni scorsi la Bagna Cauda non ce la siamo mai fatta mancare, ma al “Bagna Cauda Day” è la nostra prima volta. Scegliamo di non andare in Russia (Ristorante Officina a Mosca), in Argentina, Cina o Giappone ma proprio nell'epicentro. Siamo ad Asti nelle “Antiche Cantine di Palazzo Gazelli”, dove lo Chef stellato Andrea Ribaldone si è cimentato in una Bagna Cauda a” Semaforo Rosso”.

Un consiglio: se intendete partecipare a questa manifestazione non aspettate l’ultimo minuto per prenotare. I posti – 16.000 per l’edizione 2019 – sono andati a ruba.

martedì 5 novembre 2019

15' Sagra d'l Caritôn (caritun) a Castagnole Piemonte | XV фестиваль Каритун в Пьемонте

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Ci sono tradizioni e ricette che si perdono col tempo, recuperarle a volte risulta difficile perché non ci sono scritti o perché vengono tramandate solo verbalmente. Un po' come fa mia mamma, lei il ricettario ce l’ha scolpito in mente, lo trasmette solo oralmente omettendo sempre qualcosa. Dimenticanza, o voglia di avere l’esclusiva?… Chissà.

Come sempre in cerca di “curiosità culinarie” da proporre a miei lettori e come guida enogastronomica eccomi a Castagnole Piemonte, in occasione della Fiera d’Autunno. È la 146° edizione, quello che mi ha attratto è la seconda parte del titolo dell’edizione – 15° Sagra d'l Caritun, un antico dolce semplice ma buonissimo, farcito con uva fragola.

lunedì 19 agosto 2019

Sfogliatella – in Italia, Sochegn – in Russia. Il modello napoletano vince | В Италии – сфольятелла, в России – сочник. Неаполитанская модель побеждает

Sfogliatelle ricce

All'Antico Forno Attanasio

L'insegna del forno


“Napule tre cose tene belle: ‘o mare, ‘o Vesuvio e ‘e sfujatelle”. Così recita una targa apposta fuori di un rinomato forno a Napoli.

Come avrete capito siamo a Napoli! Città ricca di tradizioni gastronomiche tra queste sono presenti tante delizie che sono diventate il simbolo dell’arte pasticcera napoletana. Come guida enogastronomica dopo avervi parlato del dolce simbolo dei partenopei – il babà – questa è la volta di parlarvi della sfogliatella.

sabato 22 giugno 2019

Alì e Babà a Napoli | Али и баба в Неаполе. Знаменитые ром-бабы Италии

Alì a Babà Landia
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Come spesso accade l' idea di alcuni diventa la specialità di altri. Ad esempio il Sushi importato dalla Cina è diventato il piatto che identifica e nel quale si sono specializzati i giapponesi. Lo stesso è accaduto con il Babà. Anche se considerato uno dei dolci classici della pasticceria napoletana, deve la sua nascita ad un Re polacco, Stanislao Leszczynsky. 

Stanislao, raffinato gourmet e grande appassionato di dolci, a seguito di fortunate circostanze modificando un dolce polacco - il Gugelhupf -  per lui troppo asciutto creò un dolce intriso di rum. Secondo alcuni il nome "Babà" deriva dal fatto che il Re appassionato lettore di "Mille e una Notte". Соlpito dal protagonista della novella "Alì Babà e i quaranta ladroni" intitolò al suo eroe preferito questa sua creazione. Molto più probabilmente però il nome deriva dalla forma delle gonne delle nobildonne polacche dette "Babkà" appunto in polacco.

Perfezionato poi dai cuochi francesi ...

sabato 6 aprile 2019

Eat-parade dedicata al giorno internazionale della zuppa. Le dieci zuppe più gettonate della mia cucina

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Se non è zuppa… è pan bagnato. Come recita il proverbio di primo acchito potrebbe sembrare che con il termine minestra o zuppa si indichi la stessa cosa, ma non è così. La zuppa è “mondiale” cioè non c’è nazione dove non si prepari una zuppa, dai paesi più caldi a quelli più freddi e proprio in questi giorni si è celebrata la giornata della zuppa. Dunque ora vi invito sul nostro ponte culturale gastronomico, dopo di che ci “trasferiremo” nella mia cucina.

A mio avviso inserirei questo piatto tra quelle preparazioni definite “Comfort Food”, cioè che indicano quei sapori che ci regalano un’emozione, il ricordo di un sapore dell’infanzia. Un piatto che prepariamo per farci del bene, perché il più delle volte è semplice e composto con ingredienti genuini. Il mio intento come Wine Gastronomic Guide è di far conoscere agli amanti della gastronomia e a chi mi segue da Russia e Italia le preparazioni più classiche e tradizionali di questo piatto e le differenze che possiamo trovare nei due paesi.

giovedì 14 marzo 2019

Ceburechi della Crimea. Cheburek - una bomba di cucina della Crimea | Крымские чебуреки

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Come ho promesso una settimana fa, preparando Shurpa (una zuppa di agnello), proseguiamo con la cucina della Crimea. Oggi vi consiglio di preparare Ceburec (Cebyrek, Cheburek, sing.). I ciburechi vengono fatti come un calzone da una sottilissima pasta farcita da carne (agnello) trita con cipolla e spezie.

Ci sono piatti per le cucine mezzochiuse come la maggior parte di noi ha. Ma in una casa di vacanza o in una cucina all'aperto possiamo fare tutti "i fumi": dal fish&chips, seadas, barbecue e altre cose fritte. Siccome mi chiedono spesso qualche piatto per questo caso, quindi l'ho ritenuto ottimo. Lo strutto (o olio) dopo 4-6 cheburek fuma. Però se il "grasso" non sarà sufficentemente caldo, il cheburek lo assorbe e (ancora peggio) farà uscire lo squisito brodo di agnello dal suo interno.

Facciamo questo piatto insieme, così vi confido i 3 segreti di questa preparazione

martedì 5 marzo 2019

Una sfida con me stesso. Cucina della Crimea: Lagman o Shurpa? | Вызов самому себе. Крымская кухня: шурпа или лагман?



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Oggi mi sento determinato. Dopo quei giorni memorabili in cui si è svolta a Torino la tappa della competizione internazionale "Bocuse d'Or" non trovo pace. Giovani chef della penisola della Crimea (Russia) con la loro cucina mi hanno inflluenzato. Come mai? Perchè sembra che sia vicina alla cucina sarda ma allo stesso tempo è assolutamente diversa.

Siccome conosco due persone originarie della Crimea, ho già avuto la possibilita di assaggiare alcuni piatti. Tra questi ricordo bene le melanzane stufate con peperoni, pomodoro e cipolla, i peperoni ripieni di carne e riso, i manifici chebureki, samosa e grandi torte salate.

Come in Italia nei luoghi più vicini al mare amano friggere le triglie e fare diversi piatti con frutti di mare. Ma anche una zuppa che preparano con l'agnello, verdure e pasta fresca. Sembra che sia semplice ma non lo è per niente. Devo prima decidere cosa cucinare - Shurpà o Lagman. Dicono che questi due nomi corrispondono ad un unico piatto ma...

La cucina originaria della Crimea è la cucina tartara nata nella pianura ed è imperniata principialmente sulla carne di agnello e spianate di pane. Invece lungo la costa si coltiva più verdura, quindi altri popoli che si sono stabiliti in Crimea hanno contribuito alla formazione della moderna cucina della penisola. Quindi, possiamo dire che la cucina tatara rimane autentica, e la moderna cucina della Crimea è una miscela unica di culture gastronomiche. Per non confondermi ho imparato questo:

- Lagman è una zuppa a base di brodo di agnello (presente anche nella cucina uzbeka) con patate, cipolla, carote, spezie e pasta fresca;
- Shurpa - è una zuppa densa, quasi come una salsa, a base di agnello con carote, peperoni, cipolla, pomodoro, sedano, spezie. aglio, prezzemolo (o coriandolo e aneto) e pasta fresca.

Preparo la variante numero due, ecco gli ingredienti.

venerdì 2 marzo 2018

Bagna Cauda piemontese: una storia di contrabbando e di una deliziosa salsa

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Della Bagna Cauda, tradotto dal piemontese, Salsa Calda, oramai tutti sappiamo tutto, quindi giusto un accenno per rinverdire le nostre conoscenze.
C'è da chiedersi come le acciughe siano arrivate, diffuse e utilizzate nella cucina piemontese. Si racconta che molti commercianti di sale per evitare i dazi su questo bene prezioso, mettessero nell'ultimo strato del barile di sale le acciughe sotto sale per ingannare i controllori.

 Rendendosi poi conto che anche questo prodotto poteva essere venduto con un buon guadagno, molti per evitare i rischi del contrabbando del sale, si dedicarono al commercio delle acciughe, diffondendo questi pesci azzurri in tutto il Piemonte.

Ecco perchè alcune delle ricette piemontesi hanno come base l'acciuga, tra queste appunto la Bagna Cauda.

domenica 4 febbraio 2018

A qualcuno piace caldo: una salsa agro-dolce con Habanero

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Habanero... L'ho piantato, l'ho cresciuto, l'ho cucinato e io lo mangerò. La salsa agro-dolce con Habanero in inverno scalda molto bene. Tra le ricette ha vinto quella del Bengala. Una manciata di peperoni Habanero rosso, 3 spicchi d'aglio, 2 mandarini, 1 cipolla dolce, 50 grammi di zenzero, 30 g di salsa di soia, 30 g di olio d'oliva, 20 g di aceto di vino, 1 cucchiaio di zucchero, 1/2 cucchiaino di sale. Frullare tutto, far bollire per 10 minuti, versare in bottiglie. Piccantissima, densa, fantastica. Ve la raccomando!

P.S. Attenzione! L'Habanero è il peperone piu piccante al mondo. Usate i guanti per pulirlo. Tanti cari saluti a nostri amici che adesso sono in India.

sabato 23 dicembre 2017

Piatto natalizio. Anguilla allo spiedo

Anguilla o Capitone? Il Capitone è l’anguilla adulta femmina. Raggiunge dimensioni notevoli rispetto al maschio. È consumata prevalentemente nel periodo natalizio fritta o in carpione, ma in alcune zone dell’Italia viene consumata durante tutto l’anno.

Anni fa era un prodotto economico, oggi raggiunge prezzi da 28 a 45 euro al chilo in pescheria, già pronta in gastronomia vi lascio immaginare a quanto arriva. In alternativa alle solite preparazioni, la voglio preparare in modo un po’ particolare. Cotta allo spiedo e insaporita da una salsa costituita da vodka (3 cucc.), salsa di soia (3 cucc.) e zucchero (3 cucchiaini).

martedì 10 ottobre 2017

La visita al Frantoio Venturino Bartolomeo a Diano San Pietro (Liguria). Olive taggiasche piccole ma grandi

Alcuni esempi della produzione del Frantoio Venturino
Sulla  Riviera ligure di Ponente ci siamo stati diverse volte e di specialità liguri ne abbiamo parlato spesso. Le particolarità climatiche di questa zona permettono lo sviluppo di  prodotti molto apprezzati e particolari, uno tra questi lo possiamo definire unico al mondo.

In Liguria si sta bene, ma dopo un po’di dolce far niente il desiderio di muoversi per approfondire aspetti della gastronomia locale si fa sentire, ed essendo in provincia di Imperia perché non approfondire la conoscenza di una “piccola” eccellenza della cultura agroalimentare ligure?

Piccola ma allo stesso tempo grande per le sue proprietà. Prendendo l'aperitivo in Liguria non manca mai tra gli stuzzichini offerti e spesso è componente di diversi piatti della tradizione ligure. Vanta 1300 anni di storia, il culmine lo raggiunge dando vita ad un olio extravergine delicato e fruttato a bassa acidità, è l’oliva Taggiasca. Prende il nome Taggiasca dal suo luogo di origine, Taggia, dove è stata introdotta dai monaci dell’ordine dei Colombani provenienti dalla Provenza.

mercoledì 17 maggio 2017

La Star del Mar Ligure. Acciuga o Alice, buona salutare ed economica | Звезда лигурийского побережья. Килька вкусная, полезная и доступная

Celle Ligure 9 e 10 giugno 2017
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Come sempre alla ricerca di nuovi siti che possano offrire una buona ospitalità turistica e un'utilità dal punto di vista culturale ed economico "approdiamo" a Celle Ligure in provincia di Savona. Una delle principali località turistiche della Riviera Ligure di Ponente, che con le sue spiagge ed i suoi hotel accoglie bene i turisti e pensa anche al loro intrattenimento con numerosi eventi e manifestazioni.

Abiamo visto le scorse settimane "Vin per Focaccia" e ritornando in tema Street Food, perchè non rifare una capatina a Celle ligure questa volta alla scoperta non solo di focaccia, ma di cibi prettamente liguri. Vista la stagione è un modo simpatico per dare il benvenuto all'estate, partecipando alla quinta edizione di "Acciugalonga", manifestazione dedicata interamente alla Star del Mar Ligure, l'acciuga.

lunedì 10 aprile 2017

Fiori Eduli in Cucina – un ritorno alle origini | Съедобные цветы в кулинарии – возвращение к истокам


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Chi di noi non ha un fiore in cucina? Credo e spero siano pochi. Chi dedica il suo tempo tra i fornelli preparando pietanze appetitose per rifocillare e soddisfare il corpo ed i sensi dei suoi cari, è da considerare come il "fiore" della casa.

Oggi però vi voglio parlare di un altro tipo di fiore, i fiori eduli, che possiamo inserire nei nostri piatti e consumare tranquillamente. I fiori commestibili sono ricchi di sostanze minerali, ad esempio viole, garofani e crisantemi sono ricchi di potassio, inoltre contengono flavonoidi e carotenoidi che ne determinano il colore. Alcuni sono speziati, altri fragranti o dal sapore erbaceo.

sabato 11 marzo 2017

Incontri Ravvicinati. Attenzione al cinghiale | Вот это встречи! Внимание, кабан

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Nelle città che comprendono aree collinari o montuose non è più un caso raro imbattersi in un cinghiale. Questi animali fino agli anni sessanta non erano un problema, poi lo spopolamento delle campagne e l'introduzione di esemplari — per la caccia — dall'estero, hanno causato una crescita esponenziale di questi ungulati.

Anche a me è capitato di incontrare questi animali allo stato brado, fortunatamente a debita distanza, e devo ammettere che un pò di timore lo incutono. Gli incontri più ravvicinati che ho avuto con il cinghiale, non me ne vogliano gli animalisti, sono stati sotto forma di ragù o di spezzatino e vi assicuro che li ho preferiti di gran lunga.

sabato 11 febbraio 2017

La Sardegna e i suoi vini | Сардиния и её вина

Foto da >>
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Dedico questo articolo
agli amici sardi e particolarmente
Marco Loi e Roberto Pusole

Uno dei miei primi post pubblicati su F.B. riguardava proprio un vino sardo, ricordo che riscosse un buon numero di "mi piace" messi da estimatori di questo prodotto.

Quando siamo in giro per sagre e feste riguardanti la gastronomia italiana, ho notato che i vini proposti (in abbinamento alle preparazioni gastronomiche offerte) sono rigorosamente regionali o al massimo provenienti dalle regioni confinanti. Questo è più che nornale e legittimo trovandoci in fiere che promuovono il prodotto locale. Mentre nelle manifestazioni a livello nazionale tipo Slow Food, la carta dei vini propone bianchi, rossi, rosè, vini dolci e "bollicine" provenienti da tutta Italia.

Sfogliando la carta dei vini dell'ultima edizione di Terra Madre 2016 apprendo con piacere che sono proposte in degustazione oltre 800 etichette italiane, ma è con rammarico che mi accorgo che i vini sardi sono poco presenti. Eppure la Sardegna vanta una tradizione vitivinicola millenaria e ad oggi si contano ben 19 D.O.C., un D.O.C.G. e numerosi I.G.T. (fonte Wikipedia).

Parlando con chi ha visitato la Sardegna mi viene spontaneo chiedere cosa ha apprezzato di più dell'isola. Si finisce col parlare di spiagge, mare, sole e per quanto riguarda l'offerta enologica ricordano con entusiasmo il Cannonau ed il Vermentino. E gli altri vini? Non vengono presi in considerazione o non vengono proposti.

giovedì 20 ottobre 2016

Luisa, Luigia o MariaLuisa – che nome ha questa pianta meravigliosa? Scopriamolo a Taggia


La Riviera dei Fiori – Liguria - caratterizzata da un clima mite, soleggiato e dalle scarse piogge, è l’ambiente ideale per le coltivazioni in genere e per una vacanza balneare. Mentre meditavo su come meglio farvi conoscere questa parte della Liguria di Ponente, ad Arma di Taggia uno dei più importanti centri turistici della Riviera ho incontrato una vecchia conoscenza.

In un supermercato ci siamo imbattuti in un bell’esemplare di coltivazione biologica di Lippia Citrodora, descritta nel cartellino di vendita come “Cedrina” e senza discutere con gli addetti il perché gli fosse stato attribuito questo nome l’abbiamo subito messa nel carrello senza esitazioni. In coda alla cassa godendoci il profumo di limone emanato dalle foglie del nostro acquisto, abbiamo coinvolto nell’esperienza olfattiva le persone alle nostre spalle, spiegando loro che il nostro acquisto era mirato alla produzione di un gustoso digestivo. L’idea li ha talmente entusiasmati che in pochi minuti sul banco delle erbe aromatiche l’unica traccia della presenza di questa pianta era il cartellino.

venerdì 1 luglio 2016

Verona città dell'amore ma non solo | Верона — город любви и не только

Piazza delle Erbe

Panorama dalla Torre dei Lamberti

Una gastronomia
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Romantica città, Verona è conosciuta nel mondo per la storia di due sfortunati amanti che ispirarono la più famosa opera di William Shakespeare, Giulietta e Romeo, tratta da uno scritto di Luigi da Porto. Shakespeare non è mai stato a Verona, probabilmente ha sentito questa storia in un bar inglese, frequentato da numerosi commercianti italiani che si raccontavano tra loro storie dei loro borghi.