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venerdì 27 ottobre 2023

Fiera Internazionale del Tartufo d'Alba 2023 - 93' edizione

Rieccoci ad Alba per l’appuntamento annuale, dedicato al re dei funghi, che si svolgerà dal 7 ottobre per terminare poi il 3 dicembre 2023.

Ad Alba per questo evento, in provincia di Cuneo – Piemonte, ci siamo già stati ma a differenza delle volte precedenti, quando abbiamo in pratica quasi solo “sniffato” il tartufo, questa volta la parola d’ordine è degustazione.

Le prime testimonianze sull’uso del tartufo in cucina, risalgono all’epoca romana. Già gli antichi romani li consideravano un alimento prelibato tanto da usarli come ingrediente principale in diverse ricette. Non da meno i faraoni egizi, che ne apprezzavano gusto e proprietà afrodisiache. Un racconto affascinante narra che, secondo la mitologia greca, il tartufo nacque dall’incontro di acqua e terra con un fulmine. Si dice che Zeus, colpito dalla bellezza di una ninfa, le lanciò un fulmine per attirare la sua attenzione. Sbagliò il bersaglio però, e colpì il terreno dando vita al primo tartufo...

Quindi è d’obbligo anche per noi assaporare questa prelibatezza. Lasciati da parte i vari oli, riso, paste aromatizzate al tartufo, che a parer mio non valgono quanto le fanno pagare e possono essere utili come souvenir per dimostrare il passaggio in fiera, mi dedico alla ricerca di un locale dove è possibile fare una degustazione.  Naturalmente sempre mantenendo fede alla missione di WGG, cioè pagare il giusto, e come guida enogastronomica mi metto in moto in questa direzione.

Le offerte ed i consigli sul web sono tanti. … In fiera avrete la certezza della qualità, costi inferiori ai ristoranti e la comodità di avere tutto a portata di mano dicono, ma il gioco vale la candela?

La città di Alba incastonata nello splendido scenario delle Langhe offre molte opportunità gastronomiche, ma proprio perché siamo in questo splendido territorio circondati da colline tappezzate da eccellenti vigneti perché rimanere in città? Unendo le due “cose” vigneti e tartufo la mia scelta si orienta verso l’agriturismo.
















Arriviamo così a Diano d’Alba all’agriturismo “Il Cortile”, una terrazza sul meraviglioso territorio delle langhe. La vista sui vigneti che ci circondano è fantastica, come è fantastica la giornata. Siamo a fine ottobre e la temperatura è più che primaverile. I tavoli sono allestiti all’aperto, ne scegliamo uno in posizione dominante riparato da un pergolato e circondato da siepi di rosmarino. Sarei già soddisfatto così, ma ci aspetta il menù degustazione ordinato una settimana prima.
 




 Descrivo il menù:     

1. Battuta al coltello di Fassona piemontese e Tartufo bianco 

2. Tajarin al Burro d’alpeggio e Tartufo bianco 

3. Uovo pochee con Fonduta al parmigiano e Tartufo bianco 

4.  Gelato alla crema e Tartufo bianco

Devo ammettere che quando mi sono visto servire come “entree”, offerta dalla casa, una micro porzione di insalata russa il primo pensiero che ho avuto è stato “dove andiamo a mangiare dopo?” Falso allarme, le portate sono state della corretta grammatura. 
 
Battuta al coltello di Fassona

Tajarin al Burro d’alpeggio

Uovo pochee con Fonduta


Ad ogni piatto è stato servito un vino diverso e ogni portata è stata coperta di tartufo tagliato a lamelle, in nostra presenza, con l’apposito taglia tartufo. Il tartufo affettato sottilmente sprigiona al meglio i suoi aromi e ancor di più se a contatto con una pietanza calda. La “grattata”, chiamiamola così, dovrebbe essere di circa 10 grammi. (Al 20.11.2023 il prezzo medio del tartufo è stabilito in 2.492,25 euro al Kg. Per pezzature superiori ai 100 g. 3.429,00 euro al Kg). Metodo volutamente “scenico” e doveroso nei confronti del cliente visto quanto andrà a pagare.  

Più di ogni altra cosa aspettavo la terza portata  "Uovo pochee con Fonduta al parmigiano e Tartufo bianco". Immaginavo che fosse qualcosa di speciale ma solo se i gusti di uova e tartufo sono "stati creati uno per l'altro". Ma non questa volta. La sorpesa è arrivata alla quarta portata, il tartufo sul gelato alla crema. Se avessero aggiunto al gelato una finissima nota di caramello salato, con il tartufo bianco sarebbe stata una vera delizia.

La scelta dei vini fatta dal sommelier mi è piaciuta. I vini selezionati: 

– Derthona 2021, vinificato in purezza con uve Timorasso.

– Pensiero Infinito Langhe Chardonnay, anch’esso vinificato in purezz.

– A sorpresa è spuntato fuori anche un francesino, e anche se siamo nelle langhe l’abbiamo accettato di buon grado.

Les Charmes Sancerre 100% Sauvignon Blanc. Tutti si abbinavano ai piatti in modo armonico, a seguire Moscato e per finire Barolo Chinato di Pio Cesare, ottimo digestivo dopo i pasti.








Ho notato un particolare marchingegno inserito nel collo delle bottiglie. Alla domanda “a cosa serve?” ci hanno spiegato che si trattava di una bomboletta di gas inerte che immette all’interno della bottiglia la stessa quantità di gas rispetto al liquido che esce, per evitare che l’aria ossidi il vino alterandone i sapori. Conoscevo già questo metodo, ma non mi era mai capitato di vederlo al servizio al tavolo. Ottimo!
 
Conclusioni:  
 
Le portate preparate con materie prime selezionate sono state ottime, pensate che la ricetta originale dei tajarin prevede trenta rossi d'uovo per kilo di farina. Ora però bisogna valutare se il tartufo bianco ha dato quel tocco in più.
 
Il profumo ed il sapore del tartufo non a tutti può piacere, il consiglio che dò è di consumarli il più vicino possibile ai luoghi di raccolta e nel periodo giusto, cioè tra settembe e dicembre.
 





Non ci siamo pentiti della nostra scelta il tartufo ha fatto la sua parte egregiamente, tra i piatti che prevedeva il menù quello che più ha esaltato il sapore ed i profumi del "Tuber Magnum" sono stati i tajarin. Lo rifaremo? Certo che si, magari limitandoci un tantino. 

Un po' alleggeriti finanziariamente parlando, appagati nello spirito e nel corpo da questo percorso culinario, con ancora negli occhi la vista mozzafiato offerta dalla natura ci dirigiamo soddisfatti ad Alba per completare il nostro tour in fiera.

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